Consolidamento debiti: con la Cessione del quinto si può, scopri come fare.

pubblicato da Prestami il 7 Marzo 2018

Se hai contratto un debito a cui non riesci a far fronte e hai bisogno di un finanziamento, non lasciarti prendere dal panico pensando che il problema non abbia una via di uscita e la tua vita sia finita. La cessione del quinto è un’ottima soluzione per tutti i lavoratori dipendenti e pensionati che hanno bisogno di un finanziamento non finalizzato, da rimborsare comodamente ogni mese con piccole rate, senza noie né disagi. Essa prevede appunto la cessione del 20% dell’importo (un quinto, di qui il nome) con addebito diretto sullo stipendio o sulla pensione, al fine di rimborsare il capitale finanziato.
Per richierderla però è necessario che tu possieda determinati requisiti e conosca una serie di aspetti, in modo da poter individuare con esattezza il tipo di finanziamento che fa al caso tuo. In questa guida potrai trovare tutte le informazioni necessarie sulla cessione del quinto, che ti saranno utili per valutare pro e contro di questa soluzione, supportandoti nella scelta.

consolidamento debitiChe cos’è la cessione del quinto
La cessione del quinto è un particolare tipo di finanziamento a tasso fisso che prevede un rimborso rateale del capitale finanziato, similmente ad un comune prestito personale. Ma a differenza di quest’ultimo, non sei tu che lo richiedi a pagare le rate, ma il tuo datore di lavoro (se sei un lavoratore dipendente) oppure l’istituto previdenziale (se sei un pensionato). Essi provvederanno per te a versare ogni mese una quota all’ente che ti ha concesso il prestito, trattenendola automaticamente dal tuo stipendio o dalla tua pensione.
Nella cessione del quinto, di regola, la rata del rimborso non può superare un quinto (20%) dell’importo netto del tuo stipendio o pensione. In alcuni casi, tuttavia puoi richiedere l’aumento della quota fino a due quinti (40%) al fine di ottenere un prestito superiore. Ma per questo, sei tenuto ad accompagnare il contratto di cessione del quinto dal contratto di delega del pagamento, con il quale ti impegni a far trattenere anche il quinto aggiuntivo.

Chi può richiedere la cessione del quinto
Puoi richiedere la cessione del quinto se sei un lavoratore dipendente (pubblico, statale o privato) oppure un pensionato.
In particolare, se sei un lavoratore dipendente devi necessariamente avere un contratto a tempo indeterminato ed un’anzianità lavorativa minima, in genere di alcuni mesi, che dipende dalla compagnia di assicurazioni che offre la polizza. Inoltre la tua azienda deve rispondere a precisi criteri di ammissibilità (numero di dipendenti superiore ad un tot, capitale sociale oltre una certa quota, ecc.), che saranno attentamente valutati in fase di accoglimento della tua domanda.

Garanzie e coperture assicurative per la cessione del quinto
Per richiedere la cessione del quinto non è necessario che tu offra delle garanzie reali all’istituto a cui richiedi il prestito. Il tuo finanziatore è già tutelato, almeno in parte, dal tuo TFR (in busta paga o pensione), se dovessi perdere il lavoro, infortunarti o venire a mancare. Ma siccome la quota del TFR potrebbe non bastare, sei obbligato a stipulare una copertura assicurativa sul “rischio vita” e/o sul “rischio impiego” che lo tutelerà nel caso in cui non sarai in grado di saldare il debito.
Ma chi paga l’assicurazione, e come? Anche qui, la procedura è molto semplice, in quanto sarà lo stesso istituto di credito a trattenere l’importo, erogandoti il prestito che hai richiesto al netto dei costi sostenuti. Per salvaguardarlo ulteriormente dal rischio di mancato pagamento, la legge ti impedisce di richiedere un anticipo sul trattamento di fine rapporto per tutta la durata del prestito.

Principali vantaggi della cessione del quinto
La cessione del quinto ti offre numerosi vantaggi se hai bisogno di richiedere un prestito. Primo tra tutti, la flessibilità dell’istituto di credito nel valutare le domande, in quanto si tratta di una soluzione di credito “garantita”. Infatti se sei in possesso di determinati requisiti e soddisfi i criteri di ammissibilità, enunciati in precedenza, è quasi certo che otterrai il finanziamento senza problemi.
Ma se in passato hai già avuto problemi di debiti che succede? Non importa se in tal senso non hai un curriculum impeccabile. La cessione del quinto è un’operazione poco rischiosa per il finanziatore, grazie alle garanzie (come il tfr) e alle trattenute automatiche sulla busta paga o sulla pensione.
Un altro vantaggio è dato dalla variabilità dell’importo massimo che può essere concesso. Non c’è infatti un limite che vale per tutti, ma esso dipende dalla tua retribuzione e dalla tua anzianità lavorativa, che a seconda del livello possono consentirti di accedere anche a prestiti molto consistenti.

Il contratto della cessione del quinto
Sebbene la burocrazia sia piuttosto semplice, la cessione del quinto non è certo un’operazione che si può improvvisare. Infatti dovrai stipulare un contratto relativo, con valore legale a tutti gli effetti.
Il contratto dovrà indicare chiaramente una serie di elementi e condizioni previsti dalla legge, tra cui:
l’importo esatto del finanziamento e il modo in cui viene erogato;
la precisa determinazione delle rate (numero, ammontare, scadenza);
il tasso di interesse praticato per il prestito;
le condizioni particolari da rispettare;
gli oneri di mora in caso di mancato pagamento;
il TAEG (tasso annuo effettivo globale), le condizioni per cui può essere modificato e l’importo che ne viene escluso;
le garanzie (solo se necessarie);
le coperture assicurative richieste.
Il contratto in chiaro serve a tutelare sia l’ente creditore, ma anche e soprattuto te, che non avrai spiacevoli sorprese nel corso dell’operazione (per esempio con l’ingiustificato aumento dei tassi di interesse).

I documenti per richiedere la cessione del quinto
La cessione del quinto ti richiede di stipula un apposito contratto, e quindi anche di compilare la relativa modulistica, che varia a seconda dell’ente a cui richiedi il finanziamento (pubblica amministrazione, compagnia assicuratrice, istituto previdenziale, ecc.).
Oltre ai dati di base (anagrafici e personali) dovrai però fornire all’ente scelto altri elementi aggiuntivi, sulla base dei quali potrà definire la tua situazione lavorativa/pensionistica e reddituale, per valutare se concedere o meno il prestito.
Nella documentazione da fornire figurano:
l’ultima busta paga (se sei un lavoratore dipendente) o cedolino della pensione (se pensionato);
se sei un lavoratore dipendente, anche il certificato dello stipendio con i dati specifici relativi a condizioni, carriera e situazione (data di assunzione, retribuzione, TFR, eventuali pignoramenti, ecc.) ed il nulla osta dell’azienda, che si assume l’impegno di saldare i pagamenti con puntualità. Dovrai inoltre autorizzare l’azienda, firmando una delega, a trattenere dal tuo stipendio un quinto per rimborsare le rate del prestito.

Ritardare i pagamenti e risolvere il contratto di cessione del quinto
Con la cessione del quinto ti impegni a pagare un determinato numero di rate, di un certo importo, entro una scadenza prefissata. Quindi se dovessi ritardare il pagamento di una rata, a prescindere dalla causa, sarai costretto pagare gli interessi di mora previsti dal contratto che hai sottoscritto.
Cosa accade se nel frattempo perdi il lavoro, ma il debito non è stato completamente saldato? Nel caso cessi il tuo rapporto di lavoro (se sei un dipendente) oppure il tuo stipendio venga ridotto o sospeso, purtroppo l’istituto di credito può procedere alla risoluzione del contratto, nonostante la copertura assicurativa.
In seguito alla risoluzione del contratto, la compagnia assicurativa intacca la garanzia del TFR per colmare il debito. Ma se questo non dovesse essere sufficiente, il debitore è tenuto ad intervenire di tasca propria per la parte rimanente.

I limiti dell’importo finanziabile nella cessione del quinto
L’importo che è possibile richiedere in prestito ad un ente finanziatore dipende da una serie di fattori, variabili da caso a caso, come quello dello stipendio/pensione, il TFR maturato nel tempo e l’anzianità lavorativa.
Ovviamente, più elevato è lo stipendio(o pensione) o maggiore l’anzianità lavorativa (e quindi anche il TFR), più cresce l’ammontare del prestito che può essere concesso. In particolare, più “facoltosa” è la tua busta paga/pensione, più è elevata la rata mensile a cui puoi far fronte dovendo cedere fino a un quinto, e pertanto ciò ti consentirà di accedere a somme maggiormente significative. Ma se il tuo stipendio dovesse subire variazioni (o peggio, sospensioni) sei tenuto a comunicarlo tempestivamente all’ente, che valuterà il da farsi.
Come detto in precedenza, la legge fissa dei limiti tassativi sulla quota del rimborso mensile, che non può superare il 20%. Ma non è possibile fare un’eccezione? In certi casi sì. Ciò dipende però dagli istituti di credito, che in determinate situazioni ammettono lo sforamento del tetto di un quinto della cessione. Qui dovrai però stipulare un apposito contratto di delega con il quale lo autorizzi a riscuotere somme maggiori, però entro il limite dei due quinti (40%) del tuo stipendio o pensione.

Conclusioni
La cessione del quinto è una strada che merita di essere presa in considerazione, se hai davvero la necessità di richiedere subito un prestito per saldare un debito ma non hai modo di ottenerlo. Tuttavia, vista la delicatezza della situazione, ti consigliamo di pensarci bene e di valutare tutte le alternative, pro e contro, prima di assumerti un impegno così oneroso. Rinunciare al 20% o addirittura al 40% della pensione o dello stipendio per fare fronte ad un debito non è uno scherzo, specie se non sono presenti delle basi piuttosto salde: alla lunga potrebbe portarti a ritrovarti debitore anche del finanziatore.
Rivolgersi a più istituti di credito, informarsi continuamente e valutare quante più alternative possibili, è senza dubbio il modo migliore per prepararsi ad affrontare il problema del consolidamento debiti senza commettere stupidi errori (spesso irreversibili), ma uscendone vincitori e soprattutto sereni.

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